VOLONTARIATO CULTURALE: UN’ARMA CONTRO LA CARENZA DI FONDI

In Italia, il volontariato nel contesto dei beni culturali è molto diffuso, tanto da aver sostituito, in molti casi, il lavoro retribuito dei professionisti.
Secondo una lista stilata dall’UNESCO, l’Italia è lo stato che ha il più grande patrimonio culturaledel mondo. Lascia, quindi, decisamenteperplessi sapere che il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo riceva finanziamenti molto bassi.  Come  tappare, dunque, i buchi generati da questa mala gestione del nostro patrimonio culturale?
Si può trovare la risposta nella buona volontà dei cittadini e di alcuni benefattori privati, sotto forma di associazioni di volontariato e di ONLUS (Associazioni Non Lucrative di UtilitàSociale). La mancanza di finanziamenti penalizza fortemente la valorizzazione e la tutela dei nostri beni culturali. Entrambi questicampi sono indispensabili per garantire la sopravvivenza di siti archeologici e musei e un’adeguata diffusione della cultura fra i cittadini; per questo motivo sempre più spesso si ricorre allo strumento del volontariato culturale. La mancanza di fondi all’interno delle soprintendenze, nonché una pessima gestione della situazione e una buona dose di noncuranza, hanno completamente mandato in  crisi la figura dei professionisti nel campo dell’archeologia. Ciò ha portato alla nascita di numerose ONLUS e società private che si applicano in questo contesto e che provvedono, gratuitamente, a mettere pezze dove le soprintendenze e il ministero non riescono  ad arrivare.
Anche nel Friuli Venezia-Giulia la Società Friulana di Archeologia sta conducendo da più di vent’anni ricerche storico-archeologiche nella regione e si occupa dello scavo di un castello che ogni giorno arricchisce di più i musei locali. Numerosi gli esempi come questi, in ogni regione, segnale del fatto che i cittadini si preoccupano del proprio patrimonio culturale e ci tengono a preservarlo.  È giusto che le figure professionali specializzate nel campo dei beni culturali si riducano a lavorare gratuitamente, solo perché passione e integrità morale dicono loro di continuare? Il volontariato è una grande opportunità di aiutare la propria comunità e il proprio paese, ma lo Stato deve garantire una situazione in cui queste associazioni siano l’eccezione, non la  regola.

Tomass Vadi, Università di Torino
Fonte: RETRO Magazine, 5 giugno 2015

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