“Una Vita Qualunque” – Incontro con un medico/scrittore

Venerdì 8 maggio c.a., alle ore 17.30, presso la Sala Consiliare della Provincia, in Corso Garibaldi, a Pordenone, il Circolo della Cultura e delle Arti, col patrocinio del Comune e il sostegno della Banca Friuladria Credit Agricole, propone un incontro con il medico scrittore Yigal Leykin e il suo libro “Una vita qualunque”.

Yigal Leykin, attualmente Direttore del Servizio di Anestesia e Rianimazione dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria degli Angeli di Pordenone, è nato a Leopoli (Ucraina) da una famiglia di ebrei polacchi le cui vicende lo hanno condotto ramingo attraverso l’Europa fino ad Israele da dove è partito alla volta di Bologna, città dei suoi studi universitari e di specializzazione.

Nel suo romanzo d’esordio, “Una vita qualunque”, prendendo spunto da un quaderno di memorie di suo padre, attualmente ultranovantenne residente in Israele, racconta la storia della sua famiglia d’origine partendo dalla fine della Prima Guerra Mondiale fino ad oggi, attraversando le vicende di quasi un intero secolo. La vita di Mitia, il protagonista del romanzo, nonché padre dell’autore, percorrendo le tragedie della guerra e soprattutto del capitolo più disumano della persecuzione degli Ebrei e dell’Olocausto, più che una vita qualunque, come recita il titolo, appare una vita straordinaria, un’impresa epica che assurge a simbolo della sofferenza di un intero popolo.

Sarà la telefonata di un sopravvissuto all’Olocausto che gli rivela notizie sul destino della sorella Telinka, fuggita da un campo di sterminio nazista, che il protagonista ha sempre sperato di ritrovare in vita, a spingere Mitia a scrivere le sue memorie “Per trovare un po’ di sollievo. Per mettere ordine. Per capire”. In tali memorie si ritrovano il massacro di ventimila Ebrei di Kovel, sua città natale, le complicità di parte della popolazione cristiana coi nazisti, le ipocrisie e le bestialità della polizia collaborazionista e perfino la condivisione delle idee antisemite del nazismo da parte di alcuni sacerdoti polacchi.

“Storie di memorie negate e recuperate, di ferite non rimarginabili, di picaresca tragicità che si colora di epos quando la voce individuale diventa quasi naturalmente voce collettiva e ricostruisce la storia di un popolo travolto dalla follia del secolo passato” dice Alberto Garlini, giornalista e scrittore, nonché curatore di “pordenonelegge.it”, che sarà il conduttore dell’incontro.

 

Circolo della Cultura e delle Arti

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