TO-HANDBIKE

Nasce il “To-handbike”, primo servizio di bike sharing dedicato ai disabili

Accade a Torino, dove tra due settimane inizierà la sperimentazione del primo servizio di noleggio di handbike, biciclette sulle quali la pedalata avviene sfruttando la forza delle braccia, anziché delle gambe. Promossa da Aips onlus e Bicincittà, l’iniziativa non ha precedenti in Italia

In principio era il “To-Bike”, ovvero il Torino bike sharing, primo servizio di noleggio biciclette messo in piedi sul suolo italiano. A quattro anni dal battesimo, le cifre parlano chiaro: 22 mila abbonamenti annui per circa 8 mila prelievi giornalieri (in una città, Torino, che conta meno di 900 mila abitanti), con 120 postazioni di noleggio dislocate in tutta l’area metropolitana del capoluogo sabaudo. Poi è arrivato Angelo Catanzaro, vulcanico presidente dell’Associazione italiana paralisi spastica (Aips onlus), che a quella sigla ha voluto aggiungere un nuovo elemento: così, a breve, al To-Bike si aggiungerà il “To-HandBike”. Il che, in altre parole, significa che nel giro di un anno Torino potrebbe diventare la prima città europea a sperimentare un servizio di bike sharing accessibile ai disabili e alle persone con difficoltà di deambulazione: perché agganciate ai 120 parcheggi sparsi per il capoluogo non ci saranno più solo le bici “tradizionali”, ma anche le handbike, sulle quali si pedala sfruttando il movimento delle braccia anziché delle gambe.

Promosso da Aips e Bicincittà, che a Torino già gestisce il bike sharing “tradizionale”, tra due settimane To-HandBike partirà con un primo semestre di sperimentazione: a partire dal prossimo 8 giugno, chiunque potrà fare un giro di prova su uno dei sei prototipi disponibili nell’officina di lungo Po Antonelli. “Basterà prenotare sul sito internet di To-Bike – spiega Catanzaro – e compilare un questionario, le cui risposte costituiranno la base di partenza per implementare il servizio vero e proprio”.
Due sono i modelli disponibili, al momento: il primo, costruito come un blocco unico, ha la seggiola attaccata al manubrio e, secondo Catanzaro, “potrà essere utilizzato da chiunque voglia provare l’esperienza dell’handbike, che sia disabile o meno”. Il secondo prototipo prevede invece la possibilità di agganciare il blocco anteriore (con manubrio, pedali e ruota) a ogni tipo di sedia a ruote in circolazione.

Secondo Gianluca Pin di Bicincittà, dopo il primo semestre di sperimentazione e un altro periodo di perfezionamento, il servizio dovrebbe essere operativo per la primavera del 2016. Si tratta di un’iniziativa senza precedenti in Italia; a livello Europeo, l’unica città a sperimentare il bike sharing per i disabili è stata Varsavia, che qualche anno fa aveva introdotto alcuni modelli di handbike nel suo servizio di noleggio.

FONTE: REDATTORE SOCIALE

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