Sessualità e affettività nelle persone disabili. Un dibattito con i giovani del Servizio Civile Nazionale

Si è conclusa, a ottobre, la prima parte della formazione generale dei volontari del Servizio Civile Nazionale: una ventina di giovani, tutte ragazze, che per un anno lavoreranno presso varie associazioni di volontariato della nostra regione, all’interno di progetti presentati all’Ufficio Nazionale Servizio Civile (UNSC) tramite il CSV FVG.

La formazione, strutturata in base alle Linee Guida dell’UNSC, affronta dei temi obbligatori, ma offre ai giovani anche ampi spazi di confronto e dibattito. Vengono così affrontati temi legati allo specifico impegno lavorativo che vede i ragazzi impegnati per 12 mesi nell’ambito di progettualità diverse.

Molti dibattiti prendono il via da giochi d’aula, oppure da film visionati insieme. E quest’anno, per la prima volta, è emerso un tema, delicato ma inderogabile per chi offre assistenza a persone con disabilità fisica o psichica: il tema della sessualità e della vita affettiva nelle persone disabili. Il dibattito, che ha visto i giovani confrontarsi fra loro e con il formatore per 3 mezze giornate, è nato spontaneamente dopo la proiezione, in aula, del film Piovono mucche (Italia 2003), diretto da Luca Vendruscolo. Un film sull’obiezione di coscienza e il servizio civile, proposto dai giovani stessi, in cui il tema della sessualità delle persone disabili (e degli operatori che le assistono) è trattato con leggerezza, ma senza alcuna ipocrisia.

Nel dibattito seguito alla proiezione di questo film, le giovani del servizio civile, impegnate in progetti di assistenza ad anziani e disabili, hanno portato molti esempi tratti dalla loro esperienza, e hanno discusso con estrema apertura mentale, sensibilità, partecipazione, un tema tutt’altro che semplice, non fosse che per il fatto di toccare aspetti (il corpo, la disabilità, la sessualità, la prostituzione) che la nostra cultura ha fortemente tabuizzato.

Si è così parlato dell’assistente sessuale, una figura professionale già riconosciuta in vari paesi d’Europa, e della proposta di legge di iniziativa popolare presentata l’anno scorso anche in Italia. Nel corso del dibattito, è stato rilevato anche il rischio che l’assistenza sessuale alle persone disabili possa attirare operatori attratti dalla disabilità fisica, ed è stata sottolineata quindi la necessità di una figura professionale con una formazione qualificata e un preciso codice deontologico.

La prima parte della formazione generale dei giovani in Servizio Civile si è conclusa con l’impegno, da parte dei giovani e del loro formatore, dott. Roberto Lionetti, di continuare a lavorare in questi mesi sul tema, per riprendere la discussione agli inizi del prossimo anno, sulla base dei materiali raccolti in questi mesi.

Segnaliamo, a questo proposito, che sabato 7 e domenica 8 novembre si terrà a Udine, su iniziativa dell’AISW Triveneto Associazione Italiana Sindrome di Williams, il corso “Corpi sessuati”, un percorso di educazione sessuale e affettiva destinato a persone disabili e familiari.

Ricordiamo, infine, che la foto che accompagna questo approfondimento è stata scattata da Christian Rocher, un fotografo francese disabile, che da anni opera, in collaborazione con varie associazioni di volontariato, per dare visibilità sociale alla disabilità. Rocher, che da decenni lavora nel campo della fotografia glamour, è autore fra l’altro di un progetto fotografico sul tema dell’amore e della sessualità nelle persone disabili.

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