RIMBORSI CHILOMETRICI E VOLONTARIATO: COME CI SI COMPORTA?

A seguito di una breve indagine di mercato relativamente alla questione dei rimborsi chilometrici nell’ambito del volontariato ed in base alle risposte ottenute consultando enti pubblici, altri CSV italiani e consulenti fiscali, è emerso  che ogni organizzazione può  procedere in due modi:

  • adeguandosi alla linea di alcune amministrazioni pubbliche che prevede il rimborso di un quinto del costo della benzina (la nostra Regione suggerisce di richiedere al massimo 0,25 cententesimi per km al momento considerato il costo della benzina negli ultimi mesi)
  • consultando le  tabelle proposte da Automobile Club d’Italia

Resta dunque alle organizzazioni l’autonomia decisionale, suggeriamo, per maggiore tutela delle organizzazioni qualora vi fossero controlli dall’Agenzia delle Entrate, sarebbe meglio aver indicato il mezzo utilizzato e la targa unitamente alle tratte percorse (questo per importi significativi).

Per quanto riguarda molti Centri di Servizio per il Volontariato in Italia la tariffa di rimborso applicata è tarata per tutti sull’ordine degli 0,35/0,36 centesimi per km al massimo, confermato per altro dal CSVnet (Coordinamento nazionale degli stessi CSV).

3 Commenti a "RIMBORSI CHILOMETRICI E VOLONTARIATO: COME CI SI COMPORTA?"

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    Pina Raso giugno 30, 2017 (15:17)

    Noi ci siamo adeguati alle tariffe europee, che sono di 0.22 euro al km. Secondo me è una cifra giusta sia per chi deve ricevere che per chi deve erogare il rimborso.

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    Sergio luglio 6, 2017 (21:50)

    Si vede che la Regione ha sede a nella transfrontaliera Trieste dove la benzina forse costa molto meno che in altre parti. 1/5° a 0,25 significa che il costo al litro, alla pompa, non dovrebbe essere più di euro 1,25 al litro…. se ci comunicano quali solo i distributori nel resto della regione che appplicano questo prezzo medio, ci farebbeo un grande servizio perchè fino ad oggi, anche nel mercato libero e facendosela in self, il prezzo della super non è mai andato al di sotto di 1,40 e in autostrada arriva fino a 1,70 al litro. Per quella “servita” bisogna aggiungere almeno altri 10 cents al litro….
    Se si analizza invece il costo a tabella ACI, questo è variabile in funzione della marca, modello, cilindrata e anno di costruzione della macchina, nel costo kilomentricoo sono contemplati tutti i costi fissi ( ammortamento e usura dell’auto, assicurazione, bollo) e i costi variabili in base alla percorrenza ( usura gomme e consumo effettivo della benzina in base alla media dichiarata nel libretto di circolazione nL/100km). Il valore di rimborso quindi è tarato sul reale utilizzo del mezzo ( piccola, media o grossa cilindarata) e sulla effettiva percorrenza annuale sulla quale vengono “spalmati” tutti i costi fissi.. Questo sarebbe il critierio più corretto ma è anche il più alto rispetto alle medie più o meno ufficiali riconosciute. Per questo motivo sarebbe bene utilizzare il più possibile automezzi di proprietà dell’associazione perchè, a conti fatti e senza considerare eventuali rischi di collisioni che non sono mai coperte con polizze kasco, non conviene proprio utilizzare il proprio automezzo se non è proprio indispensabile.

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    m.p. | REDAZIONE CSV FVG luglio 10, 2017 (11:08)

    Dopo aver raccolto altri suggerimenti da voi organizzazioni riteniamo utile integrare l’articolo con quanto segue:

    “Ogni ODV deve deliberare nell’organo preposto (di solito l’assemblea a meno che lo statuto non preveda altrimenti) quali sono limiti e regole per il rimborso delle spese sostenute dai volontari. In particolare deve stabilire l’importo che viene riconosciuto al km.

    In linea di massima l’importo massimo che si può riconoscere al volontario è quello delle tabelle ACI, in quanto di più non sarebbe copertura di spese realmente sostenute (la tabella ACI tiene conto di tutto: benzina, manutenzione, ammortamento acquisto etc) ma potrebbe essere considerato un “utile” riconosciuto al volontario. Le tabelle ACI tengono conto del costo che cambia con diverse marche e modelli … per questo è necessario nel modulo indicare la targa e il modello.

    Detto questo, occorre fare attenzione, nel caso l’associazione intenda a sua volta farsi rimborsare queste spese da un finanziatore, quali sono i limiti che quest’ultimo prevede, che possono essere più restrittivi delle regole interne dell’associazione.

    Per esempio la Regione FVG prevede nei progetti ex LR 23/2012 che rimborsa al massimo un quinto del costo della benzina. Tale importo andrebbe calcolato con il valore medio del costo alla pompa, nel giorno in cui viene effettuato il viaggio. (ci sono siti con apposite tabelle).

    Vista la complessità del calcolo con valore che cambia ogni giorno, alcune ODV utilizzano come importo del rimborso la cifra di € 0,25 che è sicuramente inferiore al 1/5 del costo della benzina e pertanto certamente rimborsato dalla Regione senza problemi”.

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