PIAZZA GREMITA A UDINE IN DIFESA DELLE UNIONI CIVILI

Centinaia di sveglie hanno risuonato in tre piazze del Friuli Venezia Giulia e contemporaneamente in tutta Italia, sabato 23 gennaio, per i diritti sulle unioni di fatto.
Gli organizzatori, Arcigay in primis, hanno rilevato  una massiccia partecipazione  che fa sperare in una più forte pressione sul Senato che dal 28 gennaio comincerà la discussione sul Ddl Cirinnà:  “Ci si auspica  che questo sia solo l’inizio di un percorso egualitario”.

In Piazza San Giacomo a Udine era presente anche la Presidente della Regione Debora Serracchiani. «Sono orgogliosa – del lavoro che il Pd sta svolgendo anche in questi giorni, dando un’alta prova di democrazia. Il nostro Paese è in ritardo da molto tempo sul tema dei diritti. Con il ddl Cirinnà questa lacuna potrà finalmente essere colmata, garantendo a chi oggi ne è privo, il diritto di amare, alla luce del sole e sotto il tetto della legge. La mobilitazione non intende creare divisioni o contrapporsi ad altre piazze, ma a tenere alta la soglia di attenzione, mentre siamo ad un passo dal traguardo»

In piazza  a Udine  anche  i  sindaci di Udine, Furio Honsell ed il collega di Pordenone, Claudio Pedrotti, ma anche parlamentari e politici di vari partiti.

La manifestazione è stata organizzata da  Arcigay Friuli Nuovi Passi, ArciLesbica, AssociazioneUniversitaria Iris, TransGender Fvg, Agedo, Arci comitato territoriale Udine con le adesioni del Comune di Pordenone, della Rete degli studenti medi di Udine e Pordenone, Arcipelago Cordenons, Giovani democratici provincia di Udine, Cgil, Uaar, Movimento 5 Stelle Friuli Venezia Giulia, Tavagnacco in Movimento, Ospiti in arrivo, Movimento 5 Stelle Udine, Sel Fvg, Rifondazione comunista, Anpi, Possibile Friûl Rosa Cantoni e coro popolare della Resistenza .

La cittadinanza era stata invitata a portare una sveglia, un fischietto, campanelli o qualsiasi altro oggetto per far «squillare da Udine la sveglia al Parlamento per far uscire il nostro Paese dal buio in cui ha relegato fino ad ora le persone omosessuali, bisessuali e transessuali usando le stesse parole del Presidente Arcigay Fvg  Quintana Vergara – . “Stanno già cercando di ridurre alcuni riconoscimenti di una legge, che così com’è stata presentata, rappresenta la minima tutela per chi pare inesistente agli occhi dello Stato. Non si è mai vista una lotta inascoltata come quella italiana all’interno dell’Unione Europea per arrivare ad una legge che concede non privilegi, ma uguali diritti a tutte e tutti”. Con le nostre sveglie e le nostre voci – conclude Nacho (così viene chiamato il presidente di Arcigay Friuli) –, non grideremo solo per l’approvazione di una legge, bensì di un valore, cioè dell’uguaglianza di tutti e tutte e del diritto di vivere in uno Stato laico.

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