PERCORSO DI SUPERAMENTO DELL’OBBLIGO VACCINALE IN FRIULI VENEZIA GIULIA: TUTELA E DIRITTI PER UNA LEGITTIMA LIBERTA’ DI SCELTA

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di Mila CIAMMAICHELLA –

Il Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale 2012-2014 ha fissato come obiettivi il superamento dell’obbligo vaccinale in tutte le Regioni italiane. Il Ministero valuterà il grado di maturità dei sistemi vaccinali nazionali per attivare il percorso che porti ad un progressivo superamento dell’obbligo stesso attraverso un iter legislativo ben preciso pur mantenendo elevati livelli di coperture attraverso la prevenzione.

Verso la libertà di scelta: tavolo di lavoro tra  politici aziende sanitarie e associazionismo

Anche qui  in Friuli si intende avviare un processo normativo adeguato e la svolta in tal senso sembra finalmente possibile: lo scorso 25 gennaio si è svolta a Trieste presso la Sala Imperatore dell”Hotel Excelsior Savoia  un tavolo di confronto tra rappresentati del Comilva e referenti dell’Azienda Sanitaria. Non si hanno  precedenti di un confronto diretto e pubblico come questo, ci sembra dunque un ottimo segnale di apertura al dialogo e di concertazione tra le parti.

Per quanto riguarda le vaccinazioni in età pediatrica in diverse Regioni italiane si è avviato un percorso normativo per passare gradualmente dall’obbligatorietà alla facoltatività.  «È il caso della Regione Veneto – spiega il consigliere regionale Andrea Ussai – che dal 2007 ha sospeso l’obbligo vaccinale per tutti i nuovi nati a partire dal primo gennaio 2008. Va ricordato – aggiunge Ussai – che il Piano Nazionale Vaccini 2005-2007 ha individuato, infatti, indicatori ed obiettivi per le Regioni che intendevano avviare percorsi sperimentali di sospensione dell’obbligo vaccinale, garantendo nel contempo un’adeguata copertura ed un sistema di monitoraggio».

«Purtroppo fra le Aziende Sanitarie Regionali sussiste disparità di trattamento dei casi di obiezione. La sola Ass n. 1 Triestina prevede infatti sanzioni nei confronti dei genitori dissenzienti» rivela il consigliere, che sull’argomento ha depositato una interrogazione per sapere quale sia la posizione della giunta Serracchiani in tema di obbligatorietà di vaccinazioni in età infantile.

«Vogliamo sapere – precisa Ussai – se la giunta intenda sospendere, in maniera uniforme su tutto il territorio regionale e da parte di tutte le Aziende Sanitarie Regionali, l’applicazione delle sanzioni nei confronti di chi – genitori o coloro che esercitano la potestà genitoriale – si rifiuti di sottoporre i minori a vaccinazione o intenda sospendere tali somministrazioni non per incuria o trascuratezza verso il minore, ma per personale convincimento».

«Ci interessa infine capire – conclude il consigliere– se la giunta intenda tutelare il diritto al dissenso informato alle vaccinazioni obbligatorie, anche adottando deliberazioni recanti linee guida per la gestione di casi di inadempienza dell’obbligo vaccinale per l’età evolutiva».

I relatori, figure di spicco  provenienti dal campo medico legale e dell’associazionismo  si sono alternati  intervenendo a turno per  mezz’ora circa all’interno di un programma ricco di argomenti e temi di forte attualità  come i danni da vaccinazioni pediatriche in pericoloso aumento.

Il  Moderatore Andrea Ussai, Consigliere Regionale, Vicepresidente III Commissione Permanente, ha introdotto gli interventi invitando tutti al dialogo  e all’uso di  toni pacati.

Prima  ad intervenire  è stata la dott.ssa Nora Coppola, Direttore Area Prevenzione e promozione salute, che ha parlato di un ottimo servizio vaccinale ben articolato e strutturato  in Regione con tradizione consolidata e ottima risposta della cittadinanza. “La campagna vaccinale punta al benessere etico e collettivo” sostiene la dottoressa,  che ha poi  sottolineato come  in questo percorso di superamento dell’obbligatorietà  il ruolo di interlocutore che detiene il genitore sia una priorità assoluta. Lo scopo è produrre un protocollo unico regionale per la gestione dei casi di inadempienza all’obbligo vaccinale e abolire le sanzioni amministrative per ridurre le disuguaglianze tra cittadini regionali. Il principio è quello di basare l’adesione alla vaccinazione sul consenso di una popolazione  culturalmente matura e non sull’autorità e su azioni coercitive.

L’Avv. Luca Ventaloro, Referente Legale COMILVA, docente di Diritto di famiglia e diritto di legislazione sanitaria, è intervenuto in merito alla  “Tutela dell’obiezione di coscienza” illustrando una sintesi dell’attuale quadro legislativo nelle diverse realtà regionali.

comilva1L’Avvocato ha illustrato le normative vigenti in materia vaccinale :

Legge 25 febbraio, 1992, n.210  Indennizzo a favore dei soggetti danneggiati da  complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati che andrebbe esposta  nelle bacheche delle Aziende Sanitarie

Legge 25 luglio 1997, n. 238 Modifiche ed integrazioni alla legge 25 febbraio 1992, n. 210, alla presente legge sarà data la massima pubblicità a cura degli assessorati alla sanità delle regioni e delle province autonome tramite affissione di copia della medesima presso ogni ufficio delle prefetture e delle aziende unità sanitarie locali competente in materia….)

DPR 355/99,  normativa che concede la frequentazione scolastica dei bambini non vaccinati  a tutte le scuole pubbliche private di ogni grado e alle comunità infantili. Ventaloro ha parlato di anticostituzionalità nell’attuale procedimento  coercitivo delle ASS che impongono 7 vaccini nell’esavalente contro i solo 4 obbligatori (antipolio diftero tetanica ed epatite b) e ha denunciato l’atteggiamento omissivo del  sistema di Vaccinovigilanza. “Il Governo non opera alcun controllo  sui medici che non segnalano le reazioni avverse, e queste ultime vengono sistematicamente omesse o minimizzate”. La raccolta delle  reazioni, continua Ventaloro, deve contenere dati affidabili e  deve  includere tutto: arrossamenti locali, febbriciattole, sfoghi cutanei fino alle morti in culla. L’avvocato prosegue parlando dello STATUS  di genitori di fronte alla legge: diritti e doveri, potestà genitoriale, leggi quadro; “le Istituzioni italiane si sono accorte del problema che riguarda le vaccinazioni pediatriche finalmente, diverse Regioni Italiane hanno abolito le sanzioni ma non l’obbligo poiché non dimentichiamo che il decadimento dello stesso  può essere stabilito esclusivamente dallo Stato, la Regione Veneto che ha sospeso  dal 2008 tale obbligo resta una anomalia giuridica”. Prosegue parlando dell’importanza dell’iter di obiezione attiva da parte dei genitori che intendono evitare e posticipare le vaccinazioni: “No alla fuga, no al silenzio no ai certificati medici compiacenti, ma spedizione di  raccomandate R.A  alle ASL, partecipazione ai colloqui con i medici e firma del dissenso informato modificato a seconda della propria esperienza”. Prosegue parlando delle sentenze legate ai danni da vaccino in cui è stata riconosciuta la correlazione appunto tra inoculo e reazione avversa, di indennizzi e risarcimenti ottenuti e in itinere.

La  dott.ssa Linda Gallo, Referente regionale per le vaccinazioni, dipartimento di  prevenzione ASS4 Medio Friuli, ha affrontato il tema dei Servizi Vaccinali fra tutela della collettività e rispetto dei diritti individuali affrontando quindi il paradigma  dei costi benefici e del concetto di immunità di gregge inteso  come dovere verso la collettività. Il rischio postvaccinale – ha sostenuto la dottoressa –  è molto basso, vi sono pochi danneggiati, se consideriamo tutte le malattie scomparse per merito delle vaccinazioni, e accusa le associazioni e i siti web di fare disinformazione rispetto a un atto medico importante quale quello della prevenzione.

IL dott. Roberto Gava, specialista in Cardiologia, Farmacologia clinica e Tossicologia medica, omeopata, ha affrontato in forma sintetica il delicato argomento legato a svantaggi e vantaggi delle vaccinazioni pediatriche. Gava ha esordito descrivendo  il numero crescente dei propri piccoli pazienti danneggiati dalle vaccinazioni. Interessante il paragone del bambino e del bicchiere: “Non è detto che se non vediamo nulla (febbre o altro sintomo) allora si sia sani come pesci perché la patologia si vede quando il bicchiere trabocca, ma il bicchiere in realtà comincia a riempirsi ancora prima di nascere”. Si creerebbe, prosegue  Gava, un bio accumulo tra cibo spazzatura, alimenti inquinati, farmaci somministrati in eccesso, carenze nutrizionali e stili di vita non adeguati,  sostanze tossiche contenuti negli oggetti e nei biberon destinali all’infanzia. Le vaccinazioni multiple di massa farebbero traboccare questo bicchiere con conseguenze molto serie e sconosciute a lungo termine.

Gava affronta punti chiave e criticità legate alle pratiche vaccinali massive:   “I germi sono importanti, bisogna evitare l’uso indiscriminato di farmaci e antibiotici, i vaccini sono troppi  e inoculati troppo presto, 25 nei primi 15 mesi e 54 fino ai 16 anni, il sistema immunitario di un neonato è ancora immaturo”. Un punto sul quale insiste il medico è la personalizzazione dell’approccio vaccinale come per ogni terapia:  vi sono degli esami che si possono effettuare  “prima di una vaccinazione per avere delle informazioni (seppure non precisissime) sulle condizioni metaboliche e immunitarie”  cioè, per sapere se il bicchiere di un bambino o di una bambina è pieno, vanno praticati dei test preventivi per accertarsi che non vi siano controindicazioni all’inoculo di precise sostanze contenute nei vaccini. “E’ innegabile che diversi componenti dei vaccini siano tossici e cancerogeni, lo studio del dott. Stefano Montanari inoltre parla chiaro: 25 fiale di esavalenti di ditte diverse testate, tutte e 25 contaminate da nanoparticelle”. Il dott. Gava conclude chiedendosi: “tra dieci o venti anni  quali  effetti avremo?”

Il Comilva, Coordinamento del Movimento Italiano per la Libertà delle Vaccinazioni, in qualità di associazione attiva sul territorio da anni  è stato rappresentato dal Presidente Nazionale  Claudio Simion, dal legale avv. Luca Ventaloro e dai referenti Provinciali e Regionali.

La ricerca del Comilva sui danni provocati dalle vaccinazioni pediatriche  in Friuli Venezia Giulia iniziata nel  2001, ha censito  345 danneggiati  in mondo permanente e irreversibile  (1957 -2013 con un netto aumento di casi dopo il 1992 – anno in cui diventa operativo il vaccino anti HBV). Circa un terzo (116) soffre di disturbi  dello spettro autistico diagnosticati nella quasi totalità come Disturbo Generalizzato o Pervasivo dello Sviluppo di Natura Da Determinare (NDD). Di questi 345 conosciuti, almeno una cinquantina ha presentato domanda di indennizzo (molte sono le cause respinte anche per non idoneità o incompletezza della documentazione allegata). I Danneggiati Regionali  cui è stato riconosciuto  il nesso di causa attualmente sono un decina, ancora troppo pochi.

L’incontro si è concluso con il dibattito finale, in cui il pubblico ha potuto  porre domande ai relatori.

Il COMILVA  si auspica che questo tavolo di lavoro abbia stimolato  un efficace dialogo  tra le parti e abbia dato un significativo contributo medico e  giuridico ai Consiglieri Regionali perché possano legiferare sugli strumenti di tutela dell’obiezione di coscienza  e  decidere per l’annullamento delle sanzioni amministrative. L’altra priorità è stimolare le Istituzioni a monitorare le reazioni avverse attraverso una Farmacovigilanza efficace e attiva.

Per approfondimenti e Info: friuliveneziagiulia@comilva.org

Si ringraziano gli organizzatori dell’incontro, il consigliere regionale Andrea Ussai, tutti i relatori e i presenti.

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