LA NOSTRA STORIA E L’HOSPITALE

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entrata all'hospitale

di M. Teresa GARZITTO. –

La nostra storia, quella dei nostri avi, è riaffiorata e continua a vivere con l’hospitale.

Dobbiamo, infatti, fare un bel salto indietro nel tempo per trovare le origini di questo sito, al 1199, come risulta dalla pergamena istitutiva originale del “Portis”, quando Artuico di Varmo donava ai Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme parte dei suoi possedimenti per la costruzione di un luogo di accoglienza, dove offrire ospitalità gratuita, cure ed assistenza a viandanti e pellegrini in cammino verso i luoghi santi. Costituì, così, una tappa importante della Via del Tagliamento nell’antica Via di Allemagna, che collegava l’Europa, fin dai Paesi Baltici, con i porti dell’Alto Adriatico, da cui salpare per la Terra Santa, oppure dirigersi verso Santiago de Compostela o attraverso le vie Romea e Francigena verso Roma.

Gli hospitales, realizzati a centinaia, anche da Templari e Teutonici, a distanza di una giornata di cammino formavano una rete europea efficiente, organizzata sulla “Regola Benedettina dell’Accoglienza”, sul modello dell’Ospedale di Gerusalemme, un ospedale messo a punto nel primo millennio d.C. e che nel XII secolo aveva mille posti letto e dava più di duemila pasti al giorno, tutto gratuitamente, a ebrei, mussulmani e cristiani, indifferentemente, e aveva i migliori medici ebrei, arabi, indopersiani, bizantini e benedettini.

Dall’XI sec. grazie a questi siti vi fu una vera e propria esplosione del pellegrinaggio europeo, da pratica elitaria a primo fenomeno di massa della storia, dimensione principale dell’uomo medievale.

Insieme agli uomini si muovevano le idee, si superavano le paure, si arricchivano le culture, rendendo possibile la straordinaria ripresa europea del tardo medioevo.

L’homo viator europeo si mette in cammino grazie agli ospedali gratuiti e torna con le conoscenze sufficienti per fare le cattedrali e la necessità di creare le università, che nascono proprio dalla prime attività di traduzione dall’arabo al latino degli antichi testi greci, ma anche di quelli arabi, indiani, ecc..

Torna con l’algebra, l’astronomia, la medicina e i tessuti, cotone, seta, di colori mai visti, spezie e il sapone, profumi, la geometria, e la filosofia greca e lancia l’Europa verso il trecento e la modernità.

E quell’Uomo è baltico, polacco, slovacco, austriaco, italiano, carnico, veneto, friulano ….e la sua fortuna forse, di sicuro il suo sviluppo, dipende dall’incontro con quello pugliese, amalfitano, arabo, palestinese, egiziano, ebreo, bizantino, persiano, indiano…. E’ la storia di tutte le storie.

Molti studiosi da Gimpel a Le Goff e Cardini, medievalisti di riferimento internazionale, concordano sul fatto che sia questo il periodo in cui nasce l’Europa come insieme di paesi in relazione tra loro, grazie allo scambio culturale con il Vicino Oriente, proprio a partire da quella rete “linfatica”, la rete delle vie di cammino che era possibile percorrere solo grazie proprio a quei siti di ospitalità.

Il complesso di San Giovanni a San Tomaso di Majano, superstite storico-architettonico straordinario, ancora quasi completamente conservato, con la Casa del priore e la chiesa di San Giovanni, è testimone raro ed esemplare di quell’etica funzione ospitaliera, e affioramento autentico e sorprendente di quella Storia straordinaria.

L’Associazione “Amici dell’hospitale”, in questi ultimi cinque anni,  ha fatto rinascere anche il “Cammino del Tagliamento”, sull’antica Via d’Allemagna, che scende da Tarvisio, a Moggio Udinese – oppure da Passo M. Croce a Zuglio e a Tolmezzo – alle città medievali di Venzone, Gemona, ai borghi di Cimano, Susans e San Tomaso di Majano, a San Daniele, Dignano, Spilimbergo, Valvasone, San Vito al T., Sesto al Reghena, Concordia, verso Venezia, attraverso una sequenza rara di ambienti naturali straordinari, un modello della diversità, dai sentieri montani, lungo i torrenti, alle conoidi e all’altopiano dei Rivoli Bianchi, alle rocche conglomeratiche di Osoppo, di Susans e Ragogna, tra le risorgive di Bars, le praterie dell’antico lago di Osoppo, il lago di Ragogna, le formazioni moreniche e l’altopiano di Aonedis verso sud, guidati dal corso naturale del Tagliamento esemplare fiume allo stato primitivo, modello di studio europeo, autentica meraviglia naturale.

Proseguendo su questa linea, cioè l’antica via, il percorso è collaudato e sicuro. Attraverso questo luogo e la sua antica via già passano e vengono accolti pellegrini e turisti culturali: italiani, austriaci, slovacchi, polacchi in cammino verso le mete della cristianità, oltre tremila visite in questi due anni. Ma non sono visite semplici: sono incontri. La visita, lo scambio culturale, il momento conviviale nel senso dell’accoglienza gratuita, costruiscono centinaia di relazioni, durature. La visita veloce lascia un piccolo ricordo spesso solo da guardare nelle foto che non guarderai mai. L’incontro invece ti cambia, ti fa entrare nelle storie e nelle nature, rinnova e sviluppa la conoscenza e la percezione. All’hospitale di San Giovanni c’è una ricetta antica nella quale ti riconosci subito, fa parte del DNA, abbraccia oltre 2000 anni di storia, le radici e il futuro dall’Europa all’Oriente Vicino.

(tratto dal testo “L’Hospitale di San Giovanni di Gerusalemme a San Tomaso di Majano” scritto da Marino Del Piccolo per – Quaderno dell’Accademia Musicale – Culturale “Harmonia” di Cividale del Friuli – N°10 anno 2012)

In occasione del Natale 2013 all’hospitale è stata allestita la II rassegna di presepi. Domenica 15 dicembre, la “Luce della Pace” di Betlemme, che non è mai stata spenta da più di quindici secoli e che nel luogo della Natività è custodita a turno dalle nazioni cristiane e viene diffusa ogni anno in tutta Europa dagli scout, è arrivata anche all’hospitale, custodita da un gruppo di amici giunti a piedi ed è stato possibile portarla a casa durante tutto il periodo di apertura alla visita dei presepi. L’evento è stato organizzato assieme al Comune di Majano ed alla sezione friulana dell’AISLA, l’associazione che opera a favore degli ammalati di sclerosi laterale amiotrofica, a cui sono andate tutte le offerte raccolte durante il periodo della rassegna.

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