A.I.AS. Trieste: emozioni fra natura, arte e scienza. Convegno “Disabilità e attività complementari. Esperienze a confronto”

AIAS4di Michele ALESSIO. –

Sabato 30 novembre 2013, presso la sala Oceania della Stazione Marittima di Trieste, si è tenuto un convegno promosso dall’A.I.A.S. Trieste, in concomitanza del decennale delle attività dei trattamenti shiatsu. Occasione questa per presentare alla cittadinanza le molteplici attività che l’associazione propone alle persone con disabilità, per offrir loro non soltanto momenti di benessere come avviene con lo shiatsu, ma anche momenti ricreativi grazie alla pittura, alla fotografia, alle attività con gli animali e all’ippoterapia.

AIAS5Seguendo gli argomenti dei diversi interventi, mi sono reso immediatamente conto, felice nel farlo, che ognuno – a suo modo e con le proprie peculiarità – esprimeva un movimento, un soffio, una danza.

I massaggi shiatsu danno la possibilità di riabilitare parti del corpo, dove le mani dell’operatore seguono una vera danza per stimolare nel migliore dei modi certi punti fondamentali al benessere psicofisico della persona. Accanto all’attività di shiatsu, troviamo il tuina pediatrico: un tipo di massaggio derivato dallo shiatsu, rivolto prevalentemente alla prima infanzia. Tecnica basata su manipolazioni molto dolci, come soffi leggeri che donano al neonato l’impulso per una crescita sana.

Abbiamo poi sentito parlare di corpo in movimento, un’iniziativa nata da poco e rivolta ai più piccoli. Attraverso il gioco e il movimento, il bambino viene stimolato affinché prenda coscienza del proprio corpo, imparando così delle tecniche sui meccanismi del corpo, sempre divertendosi e socializzando con gli altri.

AIAS7Si sa, vivere nella natura, a contatto con gli animali, giova a chiunque; ancor più a chi ha qualche problema. È stato proprio questo l’argomento degli interventi sulle attività con gli animali.

Ad esempio, l’attività di ippoterapia, dove il cavallo con il movimento del suo passo aiuta molto il disabile in sella perché ne stimola l’equilibrio. Con il tempo si possono senz’altro apprezzare ottimi risultati a livello posturale, che hanno un riflesso positivo anche nella quotidianità della persona. Vediamo come il mondo naturale aiuti la persona con disabilità a trovare uno stato di calma e serenità, un “rifugio felice” che apre l’anima.

Gli animali, fedeli sentinelle di questo “rifugio felice”, instaurano con il AIAS6disabile, dopo i primi periodi di naturale diffidenza da entrambi le parti, legami molto forti e duraturi, aiutandolo a superare traumi e chiusure. E in fatto di superamento di traumi e paure, le attività con l’asino risultano essere le più indicate, in quanto con la sua pazienza l’animale accompagna il disabile alla riscoperta di se stesso.

Questo “rifugio felice” va decisamente immortalato, e quale modo migliore se non dipingendolo o fotografandolo?

La pittura come elemento concreto e vitale, nel quale il disabile può decidere liberante cosa rappresentare, ma sopratutto sperimentare forme e colori che danzano in lui e, come in un incantesimo, si vanno a posare sulla tela.

La fotografia dà l’occasione di vagabondare in se stessi, alla ricerca di soluzioni ai propri problemi, o più semplicemente per catturare uno sguardo, un ricordo, un momento.

myselfIn conclusione alla giornata, c’è stato un graditissimo intervento del professor Nicoletti, ordinario di neuropsichiatria presso l’Università di Catania e della dottoressa Serena Zacchigna, ricercatrice a Trieste, che hanno tenuto una breve ma intensa lezione sulle cure con le cellule staminali, e sui relativi problemi di ordine morale ed etico che tali terapie comportano.

Si può dire che sia stata una giornata davvero da ricordare, non soltanto sotto il profilo degli interventi di alto livello, ma sopratutto perché ha saputo spostare il centro di una tematica, così vasta e difficile da trattare, sulle capacità reali delle persone con disabilità, nonché sul modo concreto e consapevole per coltivarle, facendole fiorire.

Michele Alessio
(associazione A.I.A.S. Trieste)

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