INTERVISTA A GIANNI TORRENTI, ASSESSORE ALLA CULTURA, SPORT E SOLIDARIETÀ

Roberto Lionetti:  Quali sono, a suo modo di vedere, i punti di forza della nuova legge regionale sul volontariato? E quali, eventualmente, i problemi legati alla sua applicazione?

Gianni Torrenti: I punti di forza della LR 23/2012 potrebbero considerarsi l’introduzione dei tavoli di rete (art. 10), quali forme organizzative di carattere tecnico alle quali partecipano le organizzazioni di volontariato iscritte nel registro regionale e il coordinamento regionale (art. 13) che consente appunto un maggior coordinamento tra i vari organi che intervengo nel settore del volontariato, quali il Comitato regionale del volontariato, il COGE e il CSV, al fine di armonizzare gli interventi che ciascun organismo svolge nell’ambito della propria autonomia. Poi ci sono elementi sulla disciplina del settore, quali l’iscrizione triennale nei registri regionali per avere una situazione più aggiornata del fenomeno associativo nella nostra Regione e il sostegno ai progetti ed il rilievo dato alla formazione dei volontari e degli associati.

R.L.:  Guardando al mondo del volontariato, quale ruolo specifico ritiene che i giovani possano giocare, nel vasto panorama associativo della nostra regione? 

G.T.:  I giovani potrebbero giocare un ruolo propulsivo del volontariato, consentendo anche alle associazioni di dotarsi di mezzi di comunicazione più dinamici ed immediati, sfruttando anche le nuove tecnologie nell’implementazione e diffusione della propria attività.

R.L.:  Quali, secondo lei, le strategie che le associazioni di volontariato dovrebbero adottare, e il CSV FVG promuovere e sostenere, per un rilancio dell’azione solidale?

G.T.:  Dato che il settore del volontariato risulta in genere abbastanza frammentato e con la presenza di associazioni di piccola dimensione, potrebbe essere opportuno favorire – anche con la fattiva collaborazione ed il sostegno del CSV – il lavoro di rete e la realizzazione di progetti in partenariato tra più associazioni, anche con l’eventuale coinvolgimento di soggetti pubblici e istituzionali, proprio per ridurre al minimo anche la dispersione delle risorse pubbliche destinate al settore (specie in un momento dove la tendenza in atto è quella della contrazione dei bilanci pubblici) e valorizzare al contempo la disseminazione e la sinergia delle capacità progettuali nel territorio regionale..

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