Giornata Regionale del Servizio Civile

Martedì 7 giugno, presso il Liceo Scientifico G. Oberdan, si è celebrata a Trieste la Giornata Regionale del Servizio Civile, con un incontro organizzato da Infoserviziocivile Friuli Venezia Giulia.

Tema della giornata, che ha visto la partecipazione di un’ottantina di giovani, è stato quello dell’integrazione e dei diritti.

giornata regionale servizio volontariato2La giornata si è aperta con un breve intervento di Franco Codega, presidente della VI Commissione consiliare, che ha definito i giovani presenti all’incontro “custodi dei diritti”, e di Alberto Meli, coordinatore di Infoserviziocivile FVG, che ha invitato i ragazzi a raccontare le loro esperienze di impegno sociale nell’ambito del servizio civile.

I diretti protagonisti hanno così portato la loro testimonianza su interventi sociali fra i più vari. Minori, anziani, persone con disabilità, educazione ambientale, lavoro nelle biblioteche, educazione ambientale, sono alcuni degli ambiti in cui questi ragazzi hanno operato, da Monfalcone a Tarvisio, da Trieste a Gemona.

Nel corso della giornata, i ragazzi presenti, attivi nel Servizio Civile Solidale e in quello Nazionale, sono stati guidati in un percorso di riflessione sul tema dei diritti da Gianni Rufini, direttore di Amnesty Italia, e da due formatrici di questa associazione.

Nel suo intervento introduttivo, Gianni Rufini ha sottolineato come, senza la società civile, il mondo in cui viviamo sarebbe un posto peggiore, tragicamente più squallido. L’assistenza alle vittime di conflitti armati e  disastri naturali, infatti, è assicurata all’80 percento da associazioni e realtà della società civile. L’iniqua distribuzione delle ricchezze, del resto, rende estremamente difficile far fronte ai diversi tipi di calamità. 67 persone, di cui 2 sole donne, possiedono il 50 percento delle ricchezze di questo pianeta. La distribuzione mondiale del reddito, l’incidenza della malnutrizione, la diversa aspettativa di vita, testimoniano in modo tragico l’ingiustizia che regna in questo mondo.

giornata regionale servizio volontariato3Rufini ha insistito sul concetto, legato a queste palesi ingiustizie, di vulnerabilità. Il fattore di genere, ad esempio, costituisce di per sé una causa strutturale di vulnerabilità. Altri fattori che determinano la vulnerabilità sono naturalmente la povertà (3 miliardi di persone vivono oggi con meno di 2 dollari e mezzo al giorno), il prezzo del cibo, la penuria d’acqua, il cambiamento climatico, la sovrappopolazione.

Ciò di cui abbiamo bisogno, ciò di cui ha bisogno ogni società umana, ha sottolineato Rufini, è innanzitutto la sicurezza: sicurezza in termini di salute, sicurezza ambientale, politica, personale, comunitaria (marginalità sociale, pulizia etnica, genocidi).

Le informazioni di cui disponiamo sono troppo spesso limitate, manipolate, tendenziose. Oggi nella Repubblica Centro-Africana è in corso uno spaventoso genocidio; se ne parla poco, tuttavia, forse perché, in questo caso, sono i cristiani che stanno massacrando la popolazione musulmana.

Rufini si è soffermato a lungo sul problema dei movimenti migratori a seguito di conflitti e calamità, denunciando il fatto che mai, in passato, i rifugiati sono stati trattati in modo così vergognoso, disumano, come avviene oggi in Europa.

L’intervento del direttore di Amnesty Italia ha saputo smontare, con rabbia, passione e dati alla mano – precisi e aggiornati – giornata regionale servizio volontariato1molti dei luoghi comuni su cui tante persone articolano il loro pensiero in fatto di immigrazione, diritti, ingiustizia. Quante volte ci è capitato di sentir dire “Quello che dobbiamo fare è aiutarli a casa loro”? Quale casa, ha chiesto indignato Rufini, mostrando immagini di città ridotte a montagne di macerie, territori devastati da calamità belliche e naturali, realtà sociali disintegrate, risultato di violenze inaudite che si protraggono per anni, spesso decenni.

Nel pomeriggio, dopo una breve pausa, i formatori di Amnesty Italia hanno guidato i ragazzi, con vari giochi d’aula, in una riflessione su stereotipi, pregiudizi, discriminazione e diritti. I partecipanti si sono divisi in tre gruppi, dedicati rispettivamente a Rifugiati, Rom e Donne. I lavori della giornata si sono conclusi con la presentazione, in plenaria, delle attività dei tre laboratori.

A tutti, la Giornata Regionale del Servizio Civile ha saputo regalare momenti di passione, sorpresa, scoperta, condivisione.

 

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Roberto Lionetti
Team Comunicazione,
Referente per la Formazione CSV

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