Fotografando la vita liquida: corso on demand CSVFVG

 

 

Grande successo per il corso dedicato all’antropologia dell’acqua e alla rappresentazione fotografica della “vita liquida” appena conclusosi a Trieste.  

Il corso, durato complessivamente  32 ore, tra lezioni teoriche e uscite in esterno, rientra nel  percorso formativo on demand promosso dal CSV FVG ed è stato  tenuto da Roberto Lionetti, fotografo e antropologo, e da alcuni altri docenti,  fra cui uno storico locale.

Lo scopo di  questo corso di fotografia ed antropologia dell’acqua, in cui si incrociano lezioni teoriche, riflessioni sociali e momenti di esperienza concreta (grazie al contatto diretto con il territorio cittadino e le svariate realtà legate alla “vita liquida” che lo percorre),era anche quello di  contribuire a una maggiore consapevolezza delle implicazioni che l’acqua assume non solo sul piano estetico-paesaggistico, ma altresì storico e sociale.

Così, ad esempio, il dott. Sergio Dolce, biologo, già direttore del Museo di Storia Naturale, ha parlato dell’interessante e poco nota storia degli acquedotti a Trieste e dei problemi relativi all’approvvigionamento di acqua potabile nel corso della storia della città giuliana. E Roberto Lionetti ha illustrato il ruolo che l’acqua assume non solo nella vita quotidiana di tutti noi, ma nella politica internazionale e in molti recenti conflitti.

Acquisizione di tecniche e regole fotografiche

Oltre a una crescita della consapevolezza relativa al “problema acqua”, il corso – rivolto a chi possedeva macchine fotografiche reflex o compatte, ma anche a utilizzatori di cellulare o tablet – ha offerto a un pubblico molto eterogeneo la possibilità di migliorare sensibilmente la produzione delle proprie immagini, attraverso lo studio e la messa in pratica di settaggi, regole di composizione, tecniche di ripresa e impiego di accessori semplici e divertenti, come la palla di cristallo attraverso cui abbiamo fotografato paesaggi.

Le foto prodotte dai corsisti sono state tuute raccolte e selezionate; a breve Anteas Volontariato Trieste esporrà nella propria sede (o in luogo da stabilire) una stampa degli scatti migliori realizzati da ogni singolo partecipante .

Il problema dell’acqua

Anteas Volontariato Trieste ha voluto affrontare un problema che, di fatto, interessa tutti noi: quasi 2 miliardi di persone in tutto il mondo, infatti, vivono oggi senza acqua potabile sicura; altri 2,5 miliardi fanno quotidianamente i conti con la scarsità di risorse idriche; e secondo gli esperti delle Nazioni Unite, entro il 2030, il 50% della popolazione mondiale vivrà in zone a elevato stress idrico. 

Il 28 luglio 2010 la Dichiarazione dell’Assemblea Generale dell’ONU sosteneva che “l’accesso all’acqua potabile è un diritto umano inalienabile e come tale va assolutamente tutelato”. Certo, per molti di noi l’acqua è un elemento «ovvio», sempre disponibile; ma non è così in molti paesi del mondo, dove l’acqua potabile è un vero e proprio lusso, e la sua mancanza genera emergenze sanitarie e conflitti armati. Il volontariato può rappresentare un valido strumento per evidenziare, denunciare, combattere situazioni di iniquità, migliorando in maniera concreta – attraverso interventi di cooperazione internazionale – la qualità della vita nelle zone d’intervento.

Sebbene il 70% del pianeta Terra sia ricoperto d’acqua, solo una piccolissima parte di questa enorme quantità (lo 0,5% circa), è acqua dolce. Se il patrimonio idrico è oggi minacciato da fattori quali l’inquinamento, la sovrappopolazione, i cambiamenti climatici in corso, alla diminuita disponibilità di acqua fa riscontro un suo aumentato impiego: l’acqua è utilizzata per irrigare le coltivazioni ed abbeverare gli animali d’allevamento, certo, ma anche per svariati impieghi industriali, per produrre energia elettrica, persino per estrarre gas e petrolio, grazie alla discussa tecnica della fratturazione idraulica.

Molti paesi usano tutta l’acqua disponibile e più di quanta ritorni a disposizione grazie al ciclo naturale. Devono quindi procurarsela altrove, e l’unica soluzione è sottrarla ad altri, perché l’acqua, come scrive Marq de Villiers, è un gioco a somma zero, in cui il guadagno di un partecipante è perfettamente bilanciato dalla perdita di un altro partecipante.

Se in passato si combatteva per accaparrarsi la terra, un numero sempre maggiore di conflitti è legato oggi alla conquista dell’acqua; secondo la Banca Mondiale, sono oltre 500 i conflitti recenti o in corso legati al controllo delle risorse idriche.

 

Nessun commento a "Fotografando la vita liquida: corso on demand CSVFVG"

    Invia una risposta

    Il tuo indirizzo e-mail non sarà visibile al pubblico