Fondazione Crup: dall’aumento della tassazione meno risorse per il territorio.

Le prime anticipazioni sui risultati di bilancio del 2014 confermano il ruolo di primo piano svolto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone nel tessuto culturale, economico e sociale delle due provincie. Nell’anno appena trascorso ha sostenuto iniziative per oltre 6,8 milioni di euro. Il settore trainante si conferma quello rivolto a educazione, istruzione, formazione che ha impegnato risorse per 1,9 milioni (29%) nel quale spicca il sostegno al sistema universitario; in aumento il settore salute (1,4 milioni pari al 20%) a conferma della maggior attenzione posta all’ambito del welfare. Se si considera anche il contributo destinato alla ricerca scientifica e alla crescita e formazione giovanile (per altri seicentomila euro pari al 9%) risulta evidente che oltre metà del budget è dedicato direttamente ai giovani e alle fragilità sociali, secondo gli indirizzi e le priorità confermate anche negli ultimi documenti programmatici. Particolarmente prezioso infine il sostegno nel settore Arte, attività e beni culturali (2,3 milioni pari al 34%) che risente forse più di altri dell’arretramento dei contributi pubblici ma continua ad essere strategico anche nell’ottica di promozione dello sviluppo economico.

Il livello delle erogazioni ha dovuto fare i conti con l’aumento del tutto inaspettato della tassazione sui dividendi degli enti non commerciali prevista dalla Legge di Stabilità 2015. Tale disposizione, che tra l’altro si applica già in via retroattiva su quanto percepito nel 2014, ha costretto la Fondazione già sul finire dell’anno scorso a rivedere i propri budget visto che tali misure incidono sul bilancio per un importo che si avvicina ad un milione di euro.

Come è noto, le Fondazioni di origine bancaria sono soggetti non profit, privati ed autonomi che svolgono attività filantropica erogando risorse ad altri soggetti non profit, pubblici e privati, per dare sostegno al welfare, all’integrazione sociale, allo sviluppo culturale e civile dei territori: l’aumento della tassazione previsto dalla Legge di Stabilità penalizza la loro attività erogativa e, conseguentemente, toglie risorse utili per la ricerca, per la cultura, e soprattutto per le categorie più svantaggiate come anziani, disabili, famiglie in difficoltà, e tanti altri, a cui la mano pubblica stenta a provvedere da sola.

Questo ulteriore inasprimento fiscale, che va ad aggiungersi a quelli succedutisi negli ultimi anni che hanno fatto sostanzialmente quadruplicare le imposte a carico delle fondazioni, ha reso necessario l’avvio di un accurato processo di revisione dei criteri che sovrintendono l’attività di valutazione dei progetti da sostenere.

“Riteniamo di dover escludere il sistema dei tagli lineari – ha commentato il presidente Lionello D’Agostini. – e di concentrare invece la nostra attenzione sulla scelta delle priorità di intervento, orientate prevalentemente a sostegno dell’area sociale, dell’istruzione e della cultura, nonché sull’individuazione di criteri più selettivi applicabili ai progetti da finanziare. In tale prospettiva, anche il ricorso ai bandi a tema per i diversi settori ci pare un metodo utile e largamente condiviso”

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