Cosa e chi rappresentano e come stanno agendo sul territorio i CTA?

INTERVISTA A MARCO IOB (presidente CSV FVG), FEDERICO COAN (direttore CSV FVG) E FRANCESCA MACUZ (coordinatrice  progettualità OdV e CTA)

 

M. Patella: – Buon giorno presidente, molta gente comincia a chiedersi, sentendone parlare in tutta la regione, che cosa siano questi CTA… cos’ha immaginato il volontariato regionale nel pensare ai CTA?

M. Iob: – I Coordinamenti Territoriali di Ambito sono i luoghi dove le associazioni possono trovare occasioni e opportunità di conoscenza reciproca, di costruzione di sinergie e di collaborazioni; i luoghi dove poter analizzare i bisogni del territorio e costruire insieme le future progettualità. I CTA sono stati voluti dall’Assemblea regionale delle associazioni di volontariato, promossi dal Comitato Regionale e adottati dal CSV FVG come ambiti privilegiati di animazione territoriale.

La ripartizione territoriale dei 18 CTA coincide con quella della programmazione sociale (Piani di Zona) e questo rappresenta una precisa volontà di valorizzare il ruolo del volontariato anche nella costruzione partecipata dei sistemi di welfare locale.

Per sostenere il percorso costitutivo, il CSV FVG ha avviato e accompagnato, a partire dal 2016, un percorso di progettazione partecipata per ciascun territorio, coinvolgendo centinaia di associazioni, con l’obiettivo di pervenire alla definizione di obiettivi comuni e all’individuazione di un’iniziativa condivisa per dar vita ad un’azione concreta di promozione, sostegno e valorizzazione del volontariato locale. A tal fine è stata istituita un’apposita “equipe territoriale di facilitatori” che ha collaborato attivamente all’organizzazione di 114 incontri di progettazione partecipata che hanno visto in un anno 1.535 presenze e che collabora tutt’ora e continuativamente per accompagnare e supportare le attività nei diversi territori. –

 

M. Patella: – Buon giorno direttore, è passato più di un anno dalla partenza dei CTA possiamo fare un bilancio?

F. Coan: – Direi che un bilancio è prematuro in quanto chi ha partecipato sino ad ora sono i “pionieri”, gli innovatori della prima ora, e le forme partecipative previste si sono limitate agli incontri di definizione condivisa delle ipotesi progettuali. In questi mesi stanno partendo le attività: progressivamente cambieranno le occasioni e le forme di coinvolgimento dell’associazionismo e della cittadinanza attiva, e continueranno a cambiare negli anni, mano a mano che i percorsi evolveranno e la formula maturerà. I processi partecipativi necessitano di tempi lunghi. Comprendere il senso e la necessità di dar vita ad un coordinamento territoriale è un risultato complesso che richiede soprattutto l’acquisizione diffusa della consapevolezza che “non è più sostenibile perseguire i propri scopi senza considerare e concorrere agli scopi altrui”. Attraverso le dimensioni della prossimità geografica e dell’appartenenza comunitaria, espresse dai CTA, la partecipazione potrà diventare la condizione naturale (e necessaria) di una proposta di valore distintiva del volontariato regionale e del CSV FVG. I CTA sono, prima di tutto, un fatto culturale.

 

M. Patella: – Francesca, nel tuo ruolo di coordinatore delle progettualità di OdV e CTA, sei soddisfatta dei risultati ottenuti finora nei 18 territori? –

F. Macuz: – Il Consiglio Direttivo del CSV FVG ha infatti messo a disposizione di ciascun CTA delle risorse economiche per realizzare dei progetti collettivi. Si è trattato di un anno di lavoro molto intenso in cui la sfida più importante è stata proprio quella di far convergere le realtà associative di un territorio, differenti per storia, cultura, attività, verso un obiettivo comune, in cui tutti si potessero ritrovare e soprattutto che fosse un elemento di crescita per l’intero territorio di appartenenza. Il merito dei risultati conseguiti va sicuramente al lavoro di squadra attuato da coloro che hanno facilitato l’attività di progettazione all’interno dei diversi territori e coloro che hanno promosso la partecipazione delle associazioni agli incontri.

 

M. Patella:  – Federico puoi dirci come si porrà il CSV FVG nei confronti del CTA ed in prospettiva come sarà secondo te la loro naturale evoluzione? –

F. Coan: – Il CSV FVG in questa fase sta accompagnando i processi partecipativi di territorio e sostenendo la realizzazione dei progetti dei CTA. Lo step evolutivo successivo potrà riguardare un maggiore ancoraggio organizzativo e generativo dei servizi del CSV FVG ai CTA, in modo da garantire la minore distanza dai centri decisionali-erogativi-fruitivi e una più elevata intensità negli scambi collaborativi tra associazioni e tra associazioni e CSV FVG. Questo anche nella logica di un rinnovato rapporto tra CSV e associazioni, intese non più come destinatarie passive dei servizi ma come partner attivi.

 

M. Patella: – Francesca, è chiaro che ogni CTA si è impegnato molto nella progettazione sociale, qual è l’aspetto che più caratterizza l’attività che è stata realizzata? –

F. Macuz: – I progetti nati e sviluppatisi in ciascun CTA rappresentano una prima modalità di supporto all’avvio e al consolidamento dei Coordinamenti Territoriali di Ambito e delle loro attività.
Come dicevo, lo scopo di tali progettualità è realizzare iniziative che abbiano come prospettiva la crescita del sistema di volontariato di un determinato territorio, e il loro valore non si trova unicamente in ciò che viene concretamente realizzato, ma soprattutto nel percorso che ha reso possibili tali realizzazioni e nel fatto di essere il risultato di un lavoro sviluppato insieme.
Superare la prospettiva della singola associazione e abbracciare i bisogni e le esigenze comuni a tutte le associazioni di un determinato territorio per soddisfarli, sono, infatti, gli elementi caratterizzanti le 18 progettualità nate in seno ai CTA.

 

M. Patella: – Presidente, due battute di chiusura sui coordinamenti… Ci sono nuove idee in cantiere per il futuro? –

M. Iob: – Certo! Le nuove idee riguardano l’evoluzione dei CTA che dovrebbero diventare non solo ambiti di co-progettazione delle associazioni ma veri e propri punti di riferimento anche per le Istituzioni nella programmazione territoriale nei diversi ambiti (sociale, socio-sanitaria, ambientale, ecc.).

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