Approvata la prima legge scritta in lingua facile

 

Un progetto innovativo anche a livello internazionale, realizzato in collaborazione con una ong.

La Provincia autonoma di Bolzano vara una normativa sulla partecipazione e l’inclusione scritta per la prima volta in modo semplice e adatto a tutti.

«Un testo di legge di solito è scritto con un linguaggio difficile. E così diventa difficile anche leggere e capire un testo di legge. Il testo di questa nuova legge è stato tradotto dal linguaggio difficile al linguaggio facile. Così per tutte le persone è facile leggere il testo. Questo è molto importante perché tutte le persone devono capire cosa c’è scritto nella legge». Comincia così il testo della normativa provinciale sulla partecipazione e l’inclusione delle persone con disabilità approvata lo scorso 25 agosto dalla Giunta Provinciale di Bolzano. Novità assoluta della legge è però il linguaggio con cui è stata scritta, ovvero la cosiddetta “lingua facile”, adatta cioè a tutte le persone, comprese quelle con difficoltà di apprendimento.

Obiettivi della norma sono il rafforzamento dell’autonomia e della responsabilità personale, la partecipazione all’ambito sociale e familiare, le pari opportunità e l’accessibilità; e proprio perché queste non rimangano solo parole è stato realizzato il progetto “lingua facile”, novità assoluta per l’Alto Adige e anche a livello internazionale, dove non sono molte le esperienze di elaborazione e traduzione di testi di leggi in questa direzione.

“Le persone con disabilità e con difficoltà di apprendimento hanno diritto di essere informate in un linguaggio comprensibile”, ha spiegato l’assessora alle politiche sociali Martha Stocker ricordando che spesso proprio i testi giuridici e ufficiali vengono disseminati di termini specialistici e formulati in maniera complicata, tanto che ad incontrare difficoltà di comprensione non sono soltanto le persone con disabilità ma molti cittadini. Ora è stato compiuto un ulteriore passo avanti, anche grazie al gruppo People First Alto Adige-Lebenshilfe che ha collaborato attivamente al progetto.

 

Fonte: Vita (G. Meroni)

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