2014: dalla Bavisela Family alla Bavisela Charity. Intervista a Fabio Carini, presidente dell’A.S.D. Bavisela

Intervista a cura di Roberto LIONETTI.-

In occasione della partecipazione del CSV FVG all’evento sportivo Bavisela, pubblichiamo qui di seguito un’intervista a Fabio Carini, Presidente dell’A.S.D Bavisela.

R.L.: Da dove nasce, Carini, e quando, l’avventura della Bavisela?

F.C.: La Bavisela è nata nel 1994, quindi vent’anni fa, da un’idea di alcuni podisti, che erano anche dei canottieri. L’idea era quella di unire Barcola al centro cittadino attraverso una corsa non competitiva, che nasceva quindi, sostanzialmente, come un collegamento tra il mare e la piazza.

Alla sua prima edizione parteciparono 200 corridori circa, e non credo nemmeno che il percorso arrivasse allora in centro città. Ma quella gara – per la sua unicità – crebbe subito fortemente, e la chiamarono Bavisela, fin dall’inizio, perché a lanciare l’idea era stata comunque gente di mare. E a Trieste, al di là della Bora, c’è anche la brezza, la “bavisela”, appunto..

La corsa divenne immediatamente un cult, per Trieste, e in pochi anni dai 200 partecipanti iniziali si arrivò a diverse migliaia. Qualche anno dopo nacque anche la mezza maratona, e infine la maratona.

Si completò così un panorama di corse a tutti i livelli, da quelli più competitivi – maratona e mezza maratona – alla non competitiva classica, che si sviluppa su 7 km, dal Castello di Miramare fino a Piazza Unità d’Italia.

La manifestazione ha compiuto ormai vent’anni (li abbiamo festeggiati proprio nel 2014), e questa sarà la ventunesima edizione della Bavisela Family ma anche la quindicesima della maratona e la diciannovesima della mezza maratona.

R.L.: Come è maturata l’idea di aprire l’evento alle Onlus e al mondo associativo?

F.C.: Negli anni, la Bavisela è diventato l’evento sportivo più grande del Friuli Venezia Giulia, proprio grazie a questa grande capacità di coinvolgere persone che non sono solo gli atleti veri e puri, ma anche persone che quel giorno voglio esserci per passeggiare, fare un po’ di podismo, e portare al tempo stesso la testimonianza delle proprie emozioni e di un messaggio in cui si crede (questo, fino ad oggi, era un fatto abbastanza individuale, o legato a piccoli gruppi).

Con il progetto Bavisela Charity, la corsa non competitiva diventa qualcosa di ancora più grande, e i messaggi sociali sono più strutturati: si dà così maggiore possibilità al mondo del volontariato, della promozione sociale, dell’assistenza alla persona, di avere visibilità, promuovere le proprie azioni, spiegare le proprie motivazioni, trovando nuovi sostenitori e opportunità, quindi, di fare fund raising.

Questo è lo spirito che ci ha indotto ad allargare la Bavisela Family, avviando il progetto Bavisela Charity.

1 Commento a "2014: dalla Bavisela Family alla Bavisela Charity. Intervista a Fabio Carini, presidente dell’A.S.D. Bavisela"

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    pierpaolo marzo 21, 2014 (7:47)

    Ottima iniziativa per stare insieme e conoscersi.

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